RIEDAR: il programma del Pentagono contro gli IED

24 Maggio 2007

Aprile 2007

Il Pentagono ha in corso un programma, gestito dalla DARPA e denominato RIEDAR, che si propone di contrastare gli ordigni esplosivi improvvisati (IED) responsabili della maggior parte delle perdite umane subite dalle forze americane in Iraq e in Afghanistan.

Scopo principale del programma è quello di mettere a punto sistemi e sensori che siano in grado di individuare gli ordigni a 400 metri di distanza viaggiando a 60 miglia orarie (poco meno di 100 km/h).

Tra i sensori allo studio c’è un laser in grado di eseguire una “spettroscopia indotta” sugli oggetti e di rilevare così la presenza di ordigni esplosivi.

English Summary: Pentagon funds new sensors to find roadside IED (Improvised Explosive Devices).


5.000 siti terroristici “How-to”

24 Maggio 2007

11 aprile 2007

Nel corso di un incontro all’AUSA, un alto ufficiale dell’US Army ha dichiarato che sono stati tracciati circa 5.000 siti web gestiti dal terrorismo islamico, che contengono istruzioni tecniche e operative su come colpire bersagli civili e militari: dalle tecniche di costruzione e assemblaggio di ordigni, ai “trucchi operativi” e alle vulnerabilità degli obiettivi.

English summary: Terrorist organizations have created 5.000 Web sites containing detailed manuals and instructions about how to attack target in the World.


Iraq: armi sofisticate contro la coalizione

25 Febbraio 2007

(febbraio 2007)

Un rapporto presentato il 10 febbraio 2007,  evidenzia che negli attentati esplosivi effettuati in Iraq con IED vengono utilizzati ordigni particolarmente sofisticati. IED sta per Improvised Explosive Device, ossia un ordigno costruito con materiali esplosivi “improvvisati”. Gli IED preparati dai guerriglieri irakeni si basavano essenzialmente su cariche esplosive o proiettili di artiglieria fatti detonare con un radiocomando all’arrivo (o al passaggio) dei militari americani e loro alleati.

Dal 2004, però, sono apparsi ordigni che fanno uso di cariche EFP: Explosively Formed Projectiles. Questi dispositivi sono estremamente sofisticati: la detonazione di una carica esplosiva fonde e modella un disco di metallo, trasformandolo in un velocissimo protiettile con elevata capacità di penetrazione. Questa sequenza richiede l’utilizzo di esplosivi idonei e opportunamente sagomati, ed il tutto va poi assemblato con precisione. Si tratta di ordigni estremamente sofisticati, utilizzati solitamente nelle sub-munizioni contro-carro. Almeno 170 soldati americani hanno perso la vita a causa di questo tipo di ordigni, che è in grado di penetrare agevolmente le blindature di gran parte dei mezzi corazzati in servizio. Gli esperti dell’US Army hanno analizzato alcuni di questi ordigni e hanno scoperto che sono di progettazione e costruzione iraniana. Alcuni prigionieri hanno confermato l’origine degli ordigni. Gli ufficiali dell’US Army, però, sono cauti: gli ordigni sono iraniani, ma non sembra che siano stati forniti direttamente dal governo iraniano ai guerriglieri irakeni. Sembra, piuttosto, che gli ordigni siano messi in vendita al miglior offerente, e che i gruppi legati ad Al-Qaeda riescano ad accaparrarsene in considerevoli quantità. Questo sistema consente all’Iran di aggirare le accuse di aiutare direttamente la guerriglia irakena: le armi sono immesse sul mercato nero, e a chi le vende non interessa sapere che uso ne sarà fatto, nè dove.

English summary: Iraqi insurgents are using high-tech EFP devices against US Forces