Crisi Russia – Georgia

29 Agosto 2008

18 agosto 2008.

Esclusa qualsiasi opzione di utilizzo della forza militare in aiuto alla Georgia: è questa la posizione, peraltro scontata, del Pentagono e del Governo USA.

Gli USA stanno invece attuando un ponte aeronavale per fornire al paese medicinali, equipaggiamenti logistici (tende, barelle, coperte, vestiti) e viveri.

Due navi ospedale dell’US Navy sono state poste in stato di allarme.

Nel frattempo, le esecitazioni militari programmate congiuntamente da USA e Russia sono state annullate: una era prevista per il 15 e l’altra per il 20 agosto.

Complicata anche la posizione di Israele: gli israeliani sono in ottimi rapporti di collaborazione con la Georgia, che considerano uno Stato amico, ma nel contempo devono salvaguardare i rapporti con Mosca per non compromettere l’appoggio russo in senso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Due interessi difficili da bilanciare, in questa situazione di crisi.

Sul piano tattico, trapelano informazioni secondo cui la Russia, in concomitanza con l’intervento militare sul campo, ha eseguito un profondo “attacco cibernetico” contro la rete Web ed i siti Internet georgiani. Sono stati “attaccati” con tecniche di hacker la Banca Nazionale della Georgia, il Ministero della Difesa, quello degli Esteri e vari siti che gestivano servizi on-line.

E’ la nuova dimensione della guerra: quella informatica, a lungo teorizzata, che si rivela in questa circostanza. E’ un aspetto che sinora è stato sottovalutato ma che sicuramente diventerà un vero e proprio campo di battaglia virtuale.

C’era già stato un precedente nel maggio 2007, quando i russi avevano eseguito attacchi cibernetici contro l’Estonia, oscurando siti governativi, giornali e banche.

Gli analisti del Pentagono ritengono che l’attacco informatico russo non abbia prodotto alcun significativo risultato in termini militari, perchè la Georgia è una nazione in cui Internet è ancora poco diffuso.

Ma gli altri sono avvisati: le prossime battaglie si combatteranno anche via Web e i russi hanno dimostrato di saper condurre una guerra cibernetica con estrema competenza ed efficacia.

English Summary: No use of military force by USA in Georgia’s crisis. Georgian web sites were shut down due to russian cyberattacks.


Ofeq-7 operativo

27 Agosto 2007

Giugno 2007

Il satellite spia israeliano Ofeq-7 è operativo dal 14 giugno 2007, tre giorni dopo la sua immissione in orbita con un vettore Shavit. Il satellite è in orbita ellittica con quote comprese tra 300 e 600 km, dispone di sensori ad alta risoluzione e data link.

English Summary: spy-sat Ofeq-7 is on duty.


JPADS: aviolanci di precisione

27 Agosto 2007

L’USAF sta mettendo in linea un nuovo sistema di lancio di carichi con paracadute, che ha già debuttato in Afghanistan il 31 agosto del 2006. Il sistema, denominato JPADS, consiste nell’abbinamento di un apparato di guida GPS a un paracadute manovrabile. Grazie ad esso i carichi lanciati dai velivoli da trasporto possono giungere con estrema precisione sul luogo previsto. Equipaggiamenti e rifornimenti possono essere paracadutati sulle truppe amiche senza rischio che finiscano nelle mani sbagliate.  I lanci possono avvenire da quote fino a 25.000 piedi e da distanze di molti chilometri e con ogni condizione di tempo.

English Summary: USAF fields a new cargo airdrop system that uses GPS to deliver the load on the ground with precision.


RIEDAR: il programma del Pentagono contro gli IED

24 Maggio 2007

Aprile 2007

Il Pentagono ha in corso un programma, gestito dalla DARPA e denominato RIEDAR, che si propone di contrastare gli ordigni esplosivi improvvisati (IED) responsabili della maggior parte delle perdite umane subite dalle forze americane in Iraq e in Afghanistan.

Scopo principale del programma è quello di mettere a punto sistemi e sensori che siano in grado di individuare gli ordigni a 400 metri di distanza viaggiando a 60 miglia orarie (poco meno di 100 km/h).

Tra i sensori allo studio c’è un laser in grado di eseguire una “spettroscopia indotta” sugli oggetti e di rilevare così la presenza di ordigni esplosivi.

English Summary: Pentagon funds new sensors to find roadside IED (Improvised Explosive Devices).


B-1B Lancer: test con targeting pod Sniper-XR

25 Febbraio 2007

(febbraio 2007)

Il 19 gennaio 2007 un B-1B Lancer ha effettuato una serie di test sul Mojave Desert in California, con un pod di designazione ottico/infrarosso Sniper-XR, montato su un pilone nella parte anteriore della fusoliera. Lo Sniper ha consentito di scoprire, agganciare e inseguire i bersagli a terra (in particolare veicoli in movimento) di giorno e di notte e in qualsiasi condizione meteo.

Le immagini dello Sniper sono proiettate sugli schermi del pilota, del co-pilota e dell’operatore ai sistemi d’arma.

English summary: Sniper-XR targeting-pod tested on B-1B Lancer.


Attacco alla INS Hanit: i risultati dell’inchiesta

23 Febbraio 2007

(gennaio 2007)

Sono stati comunicati i risultati dell’inchiesta sull’attacco missilistico subito dalla corvetta israeliana Hanit al largo delle coste libanesi la notte del 14 luglio 2006.

In quell’attacco un missile antinave lanciato da guerriglieri Hezbollah colpì l’unità, che appartiene al tipo Saar-5, provocando la morte di quattro marinai.

Grazie al rapporto tecnico israeliano, abbiamo ora una precisa ricostruzione dei fatti.

La Hanit stava navigando a 10 miglia dalla costa, con i sistemi in perfetta efficienza, compreso il sistema antiaereo/antimissile Barak installato, il sistema antimissile Phalanx e la suite integrata di scoperta e contromisure elettroniche.
Tutti questi equipaggiamenti, però, non erano attivati, ma erano stati lasciati in modalità “Stand-By”.
Questa incredibile leggerezza fu dovuta a più fattori:
1) Nessuno aveva avvisato l’equipaggio che l’unità doveva operare in stato di allerta di guerra;
2) L’ufficiale addetto ai sistemi elettronici aveva riscontrato un malfunzionamento di uno dei sistemi ESM di bordo, e anzichè isolare solo quel guasto aveva disattivato tutto il sistema difensivo di bordo;
3) Probabilmente nessuno controllava lo schermo del radar.

Gli Hezbollah lanciarono tre missili antinave modello C802 prodotti in Iran su licenza cinese. Uno dei missili esplose poco dopo il lancio per un malfunzionamento. Un altro ordigno superò la corvetta senza colpirla, e proseguì la sua corsa centrando e affondando una nave mercantile cambogiana a 60 km di distanza. Il terzo missile ha colpito la corvetta impattando la ringhiera di sicurezza posta ai lati del ponte di volo in poppa ed esplodendo.
Il missile non ha, quindi, colpito la struttura della nave, circostanza che ha limitato l’entità della tragedia.
Un’altra ragione per cui il numero delle vittime è stato limitato, è quella che la stragrande maggioranza dei marinai stava consumando la cena in sala mensa.
L’esplosione ha messo fuori uso l’impianto elettrico principale, ma è intervenuto quello di emergenza.

L’indagine, durata circa sei mesi e conclusasi nei primi giorni del 2007, ha provocato la rimozione di un responsabile dell’intelligence navale, del comandante e di alcuni ufficiali della Hanit.

La tragedia richiama subito alla mente quella della USS Stark, la fregata americana che nel 1987 fu colpita da missili Exocet lanciati da caccia Mirage F.1 iraqeni. 37 marinai persero la vita, e anche in quel caso si scoprì che i sistemi difensivi della nave erano disattivati, e dei due radar principali (SPS-49 e Mk.92 STIR) l’SPS-49 era stato appena acceso e non si era ancora inizializzato, mentre lo STIR era del tutto spento.

Questo conferma che lo stato di allerta di una unità navale è un elemento fondamentale della risposta agli attacchi missilistici. D’altro canto, mantenere i sistemi alla massima operatività può provocare gravi errori, come nel caso dell’incrociatore americano Vincennes che nel 1988 abbattè per errore un velivolo civile di linea iraniano.

English summary: the attack on INS Hanit: official inquiry points to human failures. The ship’s integrated defence system was in stand-by mode.


In servizio il pod anti-mine ALMDS

16 Febbraio 2007

febbraio 2007

L’AN/AES-1 ALMDS è un pod in grado di rilevare mine navali utilizzando un laser a luce verde-blu.
Il pod è destinato agli elicotteri MH-60S. Il primo esemplare è stato consegnato di recente, e l’US Navy conta di comprare un totale di 45 pod entro il 2018.
English summary: AES-1 Mine Detection Pod enters service