Dicembre 2007
Fonti americane riportano che la Boeing ha addebitato alla scarsa esperienza delle officine Aeronavali di Napoli il ritardo nelle consegne dei quattro Boeing 767 in versione T/T destinati all’Aeronautica Italiana (previsti nel 2005, i primi esemplari arriveranno solo nel 2008).
L’azienda italiana avrebbe dovuto convertire tre dei quattro velivoli destinati all’Italia e tre di altri quattro aerei destinati al Giappone.
Adesso è stato deciso che Boeing completerà a Wichita la conversione delle due cellule in corso di lavorazione a Napoli e convertirà tutti i 4 aerei giapponesi. Ad Aeronavali resterà la magra consolazione della conversione del quarto aereo italiano.
Cosa ha causato questi ritardi? Nel 2005 le prove in volo del primo esemplare convertito mostrarono problemi aerodinamici con i piloni subalari destinati a ospitare i due pod per il rifornimento in volo del sistema a cestello (gli aerei dispongono anche di unsistema ad asta rigida in fusoliera). Per risolvere velocemente il problema sarebbe stato necessario disporre di altri esemplari per le prove in volo, ma Aeronavali non è riuscita a rispettare i tempi di consegna previsti.
Con un solo aereo volante, i problemi sono stati risolti solo nel 2007.
Questa vicenda, peraltro, potrebbe aver influenzato negativamente sulla posizione di Boeing in qualità di concorrente al programma dell’USAF per la sostituzione della sua flotta di KC-135.
English Summary
Boeing will now convert 3 of 4 B-767T/T for AMI and all 4 tankers for Japan.
10 Novembre 2008 alle 10:49 am |
Il progetto era sbagliato ,siamo stati fermati più volte per incompetenza degli ingegneri americani e per una scarsissima organizzazione del lavoro sempre da parte dei sig. Americani.Pensate che molti documenti indispensabili per la lavorazione erano errati…indovinate un po chi li faceva questi documenti??? ve lo dico io che c’ero: la Boeing!!
10 Novembre 2008 alle 1:55 pm |
Ciao Olmo. Nei progetti complessi tutto può succedere. Talvolta anche errori banali.
Però la Boeing di aerei ne ha fatti più di qualcuno, non è che stiamo parlando di un’azienda che lavora in un garage di periferia.
E anche Officine Aeronavali è un marchio noto e consolidato.
Se effettivamente le cose stanno così, evidentemente i team progettuali di entrambe le scuderie non sono riusciti a comunicare e a interscambiare in modo ottimale e la ripartizione delle competenze e delle lavorazioni è stata lacunosa.